| Falerna: Cenni Storici |
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Comune della provincia di Catanzaro, composto da Falerna e da Castiglione Marittimo, con popolazione suddivisa in Falerna e case sparse; Castiglione Marittimo, Marina Scalo e case sparse. Il territorio - Kmq 23.85 - confina con quelli dei comuni di Gizzeria, Nocera Tirinese, Lamezia Terme, e col mare Tirreno, tra la bassa valle del Savuto e la piana di Sant'Eufemia. L'abitato è su un poggio in lieve declivio, a 550 metri sul mare, a 72 chilometri da Catanzaro, sulla strada statale 18. Falerna sorse intorno al seicento su iniziativa dei d'Aquino Principi di Castiglione per dar comodità ai lavoratori nelle campagne distanti dal centro di potere attendere meglio e continuamente alle fatiche dei campi. E poichè la coltura più importante era quella della vite, dalla quale si ricavava un'ottima qualità di vino falerno, il centro fu detto Falerna. Quale casale, quindi di Castiglione, fu sempre feudo dei d'Aquino, che ne vennero privati poco prima (1799) dell'eversione della feudalità (1806), e di Castiglione seguì le vicende. L'ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge 19-1-1807 ne faceva un luogo, ossia un'Università, nel Governo di Martirano. Il riordino, effettuato per decreto 4-V-1811, istitutivo di Comuni e Circondari, ne faceva una frazione di Castiglione. Nel nuovo assetto amministrativo della regione, dato dal Borbone per legge 1-V-1816, con la istituzione delle due nuove province di Catanzaro, in sostituzione di Monteleone, e di Reggio, Falerna veniva trasferito nella provincia di Catanzaro, con Castiglione sua frazione, e posto nella giurisdizione del Circondario di Martirano. Per decreto 2-IV-1832 passava nel circondario di Nocera, sorto dalla scomposizione in due di quello di Martirano. Oltre agli avanzi di fortificazioni esistenti in Castiglione, in contrada Campodorato sono visibili avanzi del Monastero di S. Nicolò,del secolo XV, fra i quali tratti di un portale e di un affresco quattrocentesco di pittore provinciale. Le principali produzioni agricole sono legumi, barbabietole e frutta, grano, olio e vino. Consistente è il patrimonio zootecnico con ottimi esemplari di caprini, bovini, ovini e suini. L'emigrazione è accentuata verso i paesi dell'Europa Occidentale. Il turismo avviato intorno al 1960 dopo l'apertura dell'autostrada del Sole (1968) ha preso un rapido incremento, da trasformare la località in una delle meglio dotate della fascia costiera tirrenica. Nel 1648 Falerna era tassata per 32 fuochi, per 57 nel 1699; per 75 nel 1737. Nel 1815 gli abitanti erano 1398; 1666 dieci anni dopo; 2280 nel 1849; 2594 nel 1861; 2777 nel 1871; 2858 nel 1881; 2862 nel 1901; 2905 nel 1911; 3002 nel 1921; 3228 nel 1931; 3539 nel 1936; 3783 nel 1951. Nacquero a Falerna: Sestilio Mazzuca, Vescovo (sec XVII); Domenico Antonio Sonni, matematico (1758 - 1840) Ai moti del Risorgimento furono interessati: Angelo Arcangeli; Giacinto Bruni; don Vincenzo Compesani; Giuseppe e Pietro CImino: don Tommaso Cirianni; Giuseppe Cunsolo; Giovanni Favali; Felice Ferrari ; Emmanuele Fiore; Francesco Antonio, Paolo, Salvatore e Vincenzo Floro; Giambattista Gagliardi; don Carlo e Leopoldo Gatto; Saverio Gigliotti; Francesco Giudice; Antonio , Carmine, Clemente, Franceco, Antonio, Gioacchino, Nicola Maruca; Gennaro Mendicino; Domenico Pullone; don Francesco, don Giuseppe e Tommasi Sonni; Bruno, Felice, don Giacomantonio e Giorgi oSpinelli; Carmine, Francescantonio, Pietro Trunzo; Felice Villella, Francescantonio Vescio; Giacomo Vescio. E' in Diocesi di Nicastro. La Parrocchia è intitolata a S. Tommaso d'Acquino. Il Patrono, S. Tommaso d'Acquino, è festeggiato il 7 marzo. Le suore Missionarie del Verbo Incarnato vi tengono Scuola Materna.Vi era la Confraternita laicale del Rosario. Fiere la prima domenica di agosto, e di ottobre. Mercato di bestiame ogni domenica. Carabinieri. Pretura a Nocera Tirinese. Tribunale ed Ufficio delle imposte a Nicstro. Ufficio del Registro a MArtirano Lombardo. Stazione ferroviaria a Km 10. Scuola Media. Istituti Professionale per l'Agrcoltura. Gli abitanti son detti Falernesi. |


